Tornare alla fonte
La poesia dell'acqua in Cosmo e Dimartino
C’è una storia verticale che attraversa due recenti uscite musicali.
Verticale come la traiettoria che percorre l’elemento che le accomuna: l’acqua.
La scorsa settimana è uscito il nuovo disco di Cosmo intitolato “La fonte”, progetto che il cantautore ha definito come un atto di esplorazione dell’origine.
Nella traccia di apertura dell’album, “Tornare alla fonte” vuol dire interrogarsi sull’inizio di tutto. Tornare al punto di congiunzione tra il passato, il presente e futuro.
Questo disco è per Cosmo un momento di riavvicinamento ai sentimenti più puri e primordiali: l’infanzia, i legami familiari, il ricordo di casa, l’incanto delle prime scoperte, l’estasi dell’incoscienza.
In questo pattern primario l’acqua è un elemento fondativo: simbolo di un bisogno necessario, di forza motrice che sfugge al controllo umano ed emblema dell’originario, di fonte primordiale.
Non è un caso che la struttura dell’intero album rifletta l’urgenza del ritorno alle origini spogliandosi del superfluo, riducendo all’essenziale le costruzioni ritmiche perché a parlare sia la poesia dell’acqua, dei bisogni primitivi.
Dalla stessa fonte sembra abbeverarsi anche la nuova stagione musicale di Dimartino che proprio ieri ha pubblicato un nuovo brano dal suo prossimo disco, anch’esso legato all’elemento dell’acqua.
Il disco si intitola L'Improbabile Piena dell'Oreto ed è anche in questo caso un lavoro di esplorazione volto all’origine, al mistero delle cose primordiali.
In particolare, l’ultimo brano “Agua, ¿dónde vas?” mette in musica una poesia di Federico Garcia Lorca la quale si interroga sul potere metafisico e affascinante dell’acqua e del suo scorrere.
«Acqua, dove vai?
Ridendo scendo per il fiume
verso le rive del mare.
Mare, dove vai?
Risalgo il fiume cercando
una fonte dove riposare.»
Qui è l’acqua del fiume che cerca il mare, e quella del mare che cerca la fonte per riposare, in un ciclo continuo che diventa emblema di un desiderio di riconciliazione primordiale.
Due linguaggi musicali diversi, ma parimenti maturi, sembrano originarsi dalla stessa fonte: da un lato il cantautorato elettronico di Cosmo, dall’altro quello folk di Dimartino, entrambi affascinati dalla poesia dell’essenziale, richiamati dall’urgente bisogno di ritornare alla fonte, sottrarre e ricongiungersi al mistero dell’origine.



